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Iran: Storia di una destabilizzazione

  • 13 ore fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Maddalena Celano (Assadakah News) - L’Iran e le Insidie Destabilizzazione: Un’Analisi tra Cronaca e Storia


In questi giorni, l'attenzione internazionale è nuovamente rivolta all'Iran a causa delle proteste scaturite da rivendicazioni economiche e sociali. Come riportato dalle recenti note del Ministero degli Esteri e dai fatti di cronaca di questo gennaio 2026, tali manifestazioni sono state immediatamente oggetto di un tentativo di dirottamento da parte di attori stranieri. Mentre il Primo Ministro israeliano Netanyahu e le cancellerie occidentali si affrettano a offrire un sostegno interessato ai manifestanti, è necessario analizzare con onestà intellettuale la natura delle "alternative" che la propaganda straniera cerca di imporre al popolo iraniano.


Il Miraggio della Nostalgia: La Realtà dell'Era Pahlavi


La narrazione occidentale sta tentando di riabilitare la figura dello Scià, presentandolo come un presunto liberatore. Tuttavia, i dati storici smentiscono categoricamente questa visione idealizzata, specialmente per quanto riguarda la condizione femminile e i diritti civili.


* Un'Istruzione per Pochi:

Sotto il regime dei Pahlavi, l'emancipazione era un privilegio di classe. I dati UNESCO dell'epoca confermano che meno del 20% delle donne iraniane era alfabetizzato. La stragrande maggioranza della popolazione femminile viveva in uno stato di abbandono educativo, lontano dai riflettori della corte di Teheran.


L'Inganno dell'Apparenza:


Le immagini di donne in minigonna, tanto care alla propaganda, riguardavano esclusivamente le figlie dell'aristocrazia e dell'alta borghesia legata a Israele e agli USA. Per la donna media, il regime Pahlavi non significava libertà, ma repressione: la polizia strappava veli per strada con violenza e la SAVAK (la polizia segreta) praticava torture sistematiche, sparizioni e stupri contro chiunque — uomo o donna — osasse criticare il regime.

Il Cinismo delle Sanzioni e l'Attacco alla Salute

Mentre l'Occidente proclama solidarietà al popolo iraniano, continua a strangolarlo con un regime sanzionatorio che configura una violazione dei diritti umani senza precedenti.


L'Embargo sui Medicinali:


Le sanzioni finanziarie rendono quasi impossibile l'acquisto di farmaci salvavita. I pazienti oncologici iraniani oggi subiscono la mancanza di protocolli chemioterapici moderni a causa del blocco dei canali bancari. Questa è la forma più brutale di interferenza: usare la salute dei civili come arma di pressione politica.


Alternative Inaccettabili: Dal MEK alle Sette Estere


Il comunicato ufficiale evidenzia come le proteste vengano strumentalizzate da gruppi che non hanno nulla a che fare con il bene dell'Iran.

* Il MEK: Un gruppo settario e integralista, odiato in patria per aver servito Saddam Hussein durante la guerra contro l'Iran. Il loro fanatismo religioso, unito all'alleanza strategica con Israele e i servizi segreti stranieri, li rende una minaccia alla sicurezza nazionale piuttosto che un'alternativa politica.


La Difesa della Sovranità:

Le sfide che l'Iran sta vivendo in questi giorni devono trovare risposta all'interno del Paese. Le soluzioni preconfezionate all'estero, basate su ex monarchie corrotte o su sette militarizzate, mirano solo a trasformare l'Iran in un satellite delle potenze che oggi lo colpiscono con le sanzioni.

Conclusioni

Le proteste attuali non devono essere il pretesto per riportare il Paese a un passato di sottomissione e tortura. La storia ha già giudicato l'inefficienza e la crudeltà del regime Pahlavi e la natura traditrice del MEK. Il diritto dell'Iran alla propria sovranità e alla protezione della salute dei suoi cittadini — oggi minacciata dall'embargo sui farmaci oncologici — deve rimanere il pilastro centrale di ogni analisi realistica e neutrale.


Fonti Documentali:


* UNESCO Statistical Yearbooks (1975-1978) per i tassi di alfabetizzazione.

* Rapporti Amnesty International (1974-1976) sulle torture della SAVAK.

* Dichiarazioni del Ministero degli Esteri iraniano (Gennaio 2026) sulle interferenze esterne.

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