Reportage dal cuore di Alessandria
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Aggiornamento: 23 ore fa
Maddalena Celano (Assadakah News)
- Il Custode del Tempo: Reportage dal Cuore di Alessandria

Alessandria d'Egitto, 27 Dicembre 2025 – Esistono luoghi dove il granito e la carta diventano carne e respiro. La Bibliotheca Alexandrina, con la sua struttura che sorge dal mare come un disco solare, è oggi il santuario di un uomo che ha saputo fermare il tempo: Shadi Abdel Salam. Visitare la mostra a lui dedicata in questo freddo e lucente dicembre significa comprendere perché l'Egitto non è solo una nazione, ma un'idea eterna.

1. L’Incontro con il Maestro: Oltre il Cinema
Entrando nel dipartimento dedicato al "Mondo di Shadi Abdel Salam", ci si rende conto che definirlo "regista" è riduttivo. Shadi era un artista totale. I documenti che ho potuto visionare — inclusi i prestigiosi riconoscimenti di Locarno e i poster della Cineteca di Londra — parlano di un uomo che ha portato la dignità millenaria del Nilo sul grande schermo.
Il suo capolavoro, Al-Mummia (1969), non è un semplice film, ma un rito. Shadi scelse di narrare la storia vera del ritrovamento di un nascondiglio di mummie reali a Deir el-Bahari nel 1881, non come un'avventura archeologica, ma come un dramma morale. Con la guida del suo mentore Roberto Rossellini, Shadi impose uno stile unico: inquadrature simmetriche come templi, silenzi carichi di storia e una recitazione solenne che trasformava gli attori in statue viventi.
2. L’Eredità Incompiuta: Il Sogno di Akhenaton
Il cuore della mostra è dedicato al progetto che ha consumato gli ultimi anni della sua vita: Akhenaton: La tragedia della grande casa. Alla Biblioteca di Alessandria sono custoditi migliaia di bozzetti che testimoniano una precisione maniacale.



* Lo Stilista della Storia:
Shadi non disegnava solo abiti, ma ricostruiva l'anima dei tessuti. Ha studiato come il lino doveva piegarsi sotto il sole di Amarna e come i gioielli dovevano riflettere la luce per comunicare il potere divino del faraone monoteista.
* Il Messaggio: Attraverso Akhenaton, Shadi voleva raccontare la nascita del pensiero moderno in Egitto, un ponte tra il passato pagano e la spiritualità monoteista che avrebbe poi caratterizzato il paese.


3. La Voce del Potere: Heikal e l’Egitto di Nasser
In questo viaggio intellettuale, la figura di Shadi Abdel Salam si intreccia inevitabilmente con quella del "gigante" del giornalismo arabo, Mohamed Hassanein Heikal. Se Shadi era l'architetto dell'immagine egiziana, Heikal — storico direttore di Al-Ahram e amico fraterno di Gamal Abdel Nasser — ne era l'architetto politico e verbale.

Proprio in questo periodo di dicembre, riflettere su Heikal significa ricordare l'Egitto che sognava in grande. Heikal non fu solo un cronista, ma colui che diede forma alla retorica della rivoluzione nasseriana. Come Nasser e Heikal cercavano di posizionare l'Egitto alla guida del mondo arabo e dei paesi non allineati, Shadi Abdel Salam cercava di dare a quel nuovo Egitto una base culturale profonda. Non c'è rivoluzione politica senza una riscoperta dell'identità: Shadi e Heikal, pur in campi diversi, erano i due lati della stessa medaglia d'oro.
4. Un Ponte verso il Futuro
Il 27 dicembre ad Alessandria non è solo una data sul calendario del mio viaggio di ricerca. È il momento in cui i disegni di Shadi, la penna di Heikal e il marmo della Biblioteca si fondono.
La Bibliotheca Alexandrina non è un mausoleo di reliquie morte, ma un laboratorio vivo. Vedere oggi quei bozzetti e ripensare alla collaborazione tra Shadi e i grandi del cinema mondiale (come il suo contributo al film Cleopatra o a Il Faraone) ci ricorda che l'Egitto è sempre stato un crocevia. Shadi Abdel Salam ci ha insegnato che per essere moderni bisogna essere profondamente consapevoli delle proprie origini.
Lascio Alessandria con la consapevolezza che il cinema di Shadi, protetto tra queste mura, continuerà a "parlare" finché ci saranno occhi disposti a guardare oltre la polvere dei secoli.











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