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Roma - Grande successo per “L’abbraccio del Mediterraneo”

Alessia Rabbai - Il teatro come strumento per comunicare tra popoli, d'incontro, di scambio della diversità che diventa unicità e per condividere la speranza della pace. Uno sguardo rivolto da una parte all'orizzonte del mare, dall'altra alle strade delle periferie romane intrise di multiculturalità. Al Teatro Biblioteca Quarticciolo è andato in scena "L'Abbraccio del Mediterraneo" uno spettacolo originale e commovente di musiche e danze folkloristiche, di storia, attualità, poesia, recitazione, il tutto condensato nella bravura degli interpreti che hanno calcato la scena.

Artefice del progetto l'associazione culturale Princess Shahrazad con la collaborazione con Assadakah, associazione Italo-Araba per l'informazione e la gestione dei rapporti culturali e politici tra il Medio Oriente e l'Italia e con il patrocinio del Municipio V e il sostegno di Enac, Ente nazionale per l'aviazione civile. Tra gli invitati il presidente di Enac Pierluigi Di Palma, il presidente di Assadakah Franco Abdelkader Omeich, il vice presidente Assadakah Mohamed Yousef Ismail, il responsabile delle relazioni internazionali di Assadakah Talal Khrais, i rappresentanti delle ambasciate di Giordania e Armenia, l'ambasciatore Bruno Scapini, la consigliera del Municipio V Olga di Cagno e il giornalista di Radio Araba Ekramy Hashem.

Uno spettacolo messo in scena con il linguaggio universale della musica e della danza dedicato al nostro splendido mare e alle persone che con la speranza di un futuro migliore gli si sono affidate, molto spesso perdendo la vita. Tutto parte dal tragico naufragio in Calabria che ha coinvolto la comunità di Cutro. Lo spettacolo è un viaggio intorno al Mediterraneo tra Paesi diversi, tra le loro culture che vengono raccontate attraverso letture, musiche e balli. Ad accompagnare lo spettatore il musicista Yassin El Mahi dalla superba performance con il darbuka, uno strumento a percussione tipico dell'Africa del Nord, del Medioriente e di parte dell'Asia. Le danzatrici Alessia, Claudia, Daniela, Debora, Maria, con la direzione artistica di Federica Shahrazad e Teresa Acca come ideatrice e scrittrice, conducono il "viaggiatore" nella scoperta delle tradizioni dei vari Paesi, dall'Iran al Marocco: la danza ha un duplice valore, da una parte della festa, dall'altra del dolore.

Il forte messaggio che lo spettatore si porta a casa è che l'altro che arriva dalla parte opposta del mare ha un'identità con la quale possiamo confrontarci, che ci permette di metterci in discussione ed arricchirci. Una riflessione sul fatto che ciò che ci accomuna tutti è di volere la pace, che pure gli italiani sono stati migranti, anche se in un periodo storico diverso. Tra i temi citati l'emigrazione, l'immigrazione, la lotta per i diritti civili.

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