Tunisi - Cooperazione archeologia con l'Italia
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Assadakah News - Il Museo del Bardo di Tunisi ospiterà dal 21 gennaio al 21 luglio la mostra “Magna Mater tra Zama e Roma”, nuova tappa di un progetto di cooperazione archeologica tra Italia e Tunisia che rafforza il dialogo culturale nel Mediterraneo attraverso la valorizzazione del patrimonio antico.
L’esposizione rappresenta la prosecuzione del percorso avviato a Roma, presso il Parco archeologico del Colosseo, e si inserisce in un quadro di collaborazione istituzionale strutturata tra i due Paesi. L’inaugurazione è prevista per il 21 gennaio, mentre l’apertura al pubblico scatterà dal giorno successivo. In occasione dell’evento è annunciata anche una visita ufficiale in Tunisia del ministro della Cultura italiano, Alessandro Giuli.
La mostra è promossa dall’Institut National du Patrimoine (Inp) tunisino in partenariato con il ministero della Cultura italiano ed è presentata sotto l’alto patrocinio della ministra tunisina degli Affari culturali Amina Srarfi e dello stesso ministro Giuli, a conferma del rilievo politico e culturale attribuito all’iniziativa.
Il percorso espositivo ruota attorno al culto di Cibele, la Magna Mater, divinità di origine anatolica il cui culto si diffuse ampiamente nel mondo mediterraneo, trovando un ruolo significativo sia nel Nord Africa romano sia nella Roma imperiale. Al centro della mostra vi è una selezione di 30 reperti archeologici provenienti dal sito di Zama Regia, nel governatorato tunisino di Siliana, un luogo chiave della storia antica nordafricana.
I reperti sono stati oggetto di interventi di restauro effettuati in Italia, nei laboratori del Parco archeologico del Colosseo, a testimonianza di una cooperazione che non si limita all’esposizione museale ma coinvolge anche la conservazione, lo studio e la trasmissione delle competenze scientifiche.
L’iniziativa rientra inoltre tra le azioni di cooperazione culturale richiamate dal Piano Mattei, che individua nella cultura uno degli strumenti di dialogo e collaborazione tra Italia e Paesi del Mediterraneo e dell’Africa. In parallelo alla mostra sono infatti annunciati anche la realizzazione di un documentario e ulteriori attività congiunte di restauro e scambio professionale tra istituzioni italiane e tunisine.
“Magna Mater tra Zama e Roma” si configura così non solo come un evento espositivo, ma come un ponte archeologico e simbolico tra le due sponde del Mediterraneo, fondato sulla storia condivisa e sulla valorizzazione concreta del patrimonio comune.
(Foto Wikipedia)







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