Yemen: la guerra che non fa notizia
- 4 ott 2025
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Paola Angelini (Assadakah News)

È la guerra più periferica del Medio Oriente, una guerra di cui non si parla mai, perché in Occidente non arrivano informazioni.
Dal gennaio 2015 il paese yemenita, uno dei paesi arabi più poveri, è sempre sotto pressione, la situazione è molto complicata e insostenibile, ci sono bambini malati, denutriti. Macerie e polvere.
Morti e feriti.
Oltre dieci anni di conflitto.
Bombardamenti che non hanno risparmiato nulla e nessuno, case danneggiate, ugualmente per molte scuole e strutture sanitarie. Sono stati colpiti i porti, gli aeroporti, le centrali elettriche e le reti idrauliche, lasciando a secco milioni di persone.
Le Moschee distrutte parzialmente, alcune antichissime.
Le condizioni economico sociali, in quasi tutte le regioni, sono in continuo peggioramento. Sembra ferma l’esportazione di petrolio, si aggrava la crisi finanziaria e mancano le entrate.
Si tratta di una guerra non dichiarata, iniziata nel 2015, combattuta tra Arabia Saudita e Repubblica Islamica dell’Iran, con lo Yemen in mezzo, rimasto intrappolato e costretto a pagare un prezzo altissimo in termini di distruzione.
Lo Yemen crocevia di scambi si trova sulla punta sud della Penisola Arabica, unisce il Mar Rosso al Golfo di Aden, attraverso cui transitano le petroliere, e non solo, che riforniscono anche l’Europa.
La sua posizione è quindi strategica e impossibile da ignorare, confina con l’Arabia Saudita e il Sultanato dell’Oman.
La religione prevalente è l’Islam sunnita, ma esiste un gruppo minoritario Sciita, concentrato nelle province intorno alla città di Sa'da e, al confine con l’Arabia Saudita, a nord-ovest, queste province del paese sono economicamente arretrate.
Nello Yemen c’è bisogno di pace.







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