Armenia - Accordo con l'Italia sulla disabilità e l'identità di Eloyan
- 24 giu
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Aggiornamento: 27 giu

Letizia Leonardi (Assadakah News) - Inclusione, diritti e trasformazione: sono queste le parole chiave che hanno scandito la visita ufficiale del ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli, in Armenia.
Il 20 giugno, a Yerevan, Locatelli ha firmato un memorandum d’intesa con il ministro del Lavoro e degli Affari sociali della Repubblica di Armenia, Narek Mkrtchyan. «L’obiettivo – ha spiegato il ministro italiano – è sviluppare e attuare progetti comuni, condividere esperienze e buone pratiche per garantire la protezione e la promozione dei diritti delle persone con disabilità».
Il ministro italiano ha poi partecipato al panel “Decent Work for ALL: Empowerment of Women, Youth, and Persons with Disabilities”, nell’ambito della conferenza internazionale “Uniting For Social Justice”.
Durante il suo intervento, Locatelli ha sottolineato la portata della riforma in atto in Italia: «Si passa da una visione meramente assistenzialista alla valorizzazione delle potenzialità e delle competenze di ciascuno. Un cambio di prospettiva che può generare nuovi investimenti e occasioni concrete di lavoro, grazie anche al bando “Vita e opportunità” in fase di elaborazione".
Nella stessa giornata, il ministro ha visitato l’orfanotrofio “Mankan Tun” di Yerevan, accompagnata dalla viceministra armena Tatevik Stepanyan. «Grazie di cuore a tutti gli operatori per l’impegno e l’attenzione che ogni giorno dedicano ai bambini, alcuni anche con gravi disabilità», ha scritto Locatelli su X, «offrendo amore e sostegni indispensabili per farli crescere supportando i bisogni di ognuno».
E proprio tra i margini, dove fragilità e forza si incontrano, si muove anche l’arte di Armen Eloyan, artista nato in Armenia e oggi voce affermata del panorama internazionale.
Il suo lavoro, intriso di influenze americane ed europee, attinge all’universo dei cartoni animati e dei fumetti di George Herriman. Le sue figure, grottesche e deformate, sembrano una parodia dei codici visivi e delle strutture sociali contemporanee, mettendo in scena un mondo segnato da consumismo, alienazione e instabilità identitaria.
Come nei progetti di inclusione sociale si tenta di ricomporre esistenze frammentate, così nei dipinti di Eloyan linguaggio, narrazione e simboli si frantumano, si sfaldano, sfuggono a ogni rigida definizione. Ma proprio in quella rottura si apre uno spazio nuovo per raccontare la complessità dell’essere umano.
Nel cuore del Caucaso, dunque, l’Italia stringe un patto di collaborazione con l’Armenia, mentre l’arte ci ricorda che la giustizia sociale non è fatta solo di leggi e progetti, ma anche di sguardi che sanno vedere l’invisibile.







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