Armenia - Arcivescovi accusati di tentato golpe
- 1 lug
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Letizia Leonardi (Assadakah News) - Tensioni interne in Armenia. Mentre il governo di Yerevan riceve il sostegno internazionale, si intensificano le tensioni con il clero con l’arresto di due alti esponenti della Chiesa apostolica armena, accusati di aver tentato di rovesciare l’attuale governo.
Un tribunale armeno ha convalidato il fermo di due mesi per l’arcivescovo Mikael Ajapakhyan, capo della diocesi di Shirak. Secondo l’avvocato Ara Zograbyan, il suo assistito è accusato di “tentato colpo di Stato” per aver lanciato appelli pubblici, anche attraverso i media e i social network, contro il governo. Arrestato il 28 giugno, Ajapakhyan era stato inizialmente protetto da una folla di fedeli che ne aveva impedito la cattura presso la sede patriarcale di Etchmiadzin. Alla fine si è consegnato volontariamente alle autorità, accompagnato dai legali.
Pochi giorni prima, il 25 giugno, era stato arrestato anche l’arcivescovo Bagrat Galstanyan, già leader del movimento di protesta Tavush for the Homeland (Lotta Sacra), protagonista delle mobilitazioni contro la politica di delimitazione dei confini con l’Azerbaijan. Secondo le autorità, Galstanyan e altri membri del movimento avrebbero pianificato attacchi terroristici, sabotaggi e la presa violenta del potere, reclutando ex militari e forze speciali. Le indagini coinvolgono almeno 15 persone e si concentrano anche su esplosivi sequestrati durante l’operazione.
Le autorità ecclesiastiche hanno definito gli arresti come un attacco alla Chiesa apostolica canonica e millenaria, mentre da Mosca arriva una presa di posizione prudente ma allarmata. Il ministro degli Esteri Sergei Lavrov, citato dalla TASS, ha affermato che si tratta di una questione interna dell’Armenia, ma ha aggiunto che “gli attacchi alla Chiesa canonica armena destano senza dubbio grave preoccupazione”.
Il governo armeno, dal canto suo, ha dichiarato che i leader del movimento Lotta Sacra stavano pianificando “atti terroristici” con l'obiettivo di destabilizzare il Paese e rovesciare il premier Pashinyan.
Il Primo Ministro armeno inoltre, ha nuovamente chiesto le dimissioni del Catholicos di tutti gli Armeni Karekin (Ktrich Nersisyan).







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