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Cisgiordania – Shireen Abu Akleh: prove certe su colpevoli israeliani


Assadakah Roma News - Israele e Palestina continuano a rimbalzarsi le responsabilità per l’uccisione della giornalista di Al Jazeera Shireen Abu Akleh. Un team di ricerca indipendente sostiene di avere raccolto prove inconfutabili che le truppe israeliane abbiano sparato il proiettile fatale. L’esito di queste indagini potrebbe aiutare a influenzare l’opinione pubblica internazionale su chi sia il responsabile della morte di Shireen. Israele e i palestinesi sono bloccati in una guerra di informazioni che ha già messo Israele sulla difensiva. I palestinesi sostengono che le truppe israeliane hanno ucciso la giornalista, mentre fonti delle forze israeliane riferiscono che stavano combattendo “contro uomini armati palestinesi e non è chiaro chi sia il responsabile”. Una evidente menzogna per garantire la tradizionale impunità di cui godono i soldati israeliani, autorizzati a uccidere.

Nel frattempo, un altro palestinese di Jenin, Daoud Zubaidy (43 anni) è morto in ospedale, in conseguenza delle ferite subite dalle pallottole dell’esercito israeliano. Poco prima dell’annuncio della sua morte, la sua camera d’ospedale è stata invasa da un gruppo di coloni guidato dal deputato Itmar Bin Gvir. I sostenitori del parlamentare israeliano, in presidio davanti all’ospedale, hanno gridato: “Morte agli arabi”.

L’inchiesta sull’uccisione di Shireen aggiunge nuovi dettagli e rivelazioni di alti ufficiali dell’esercito. C’è un soldato delle truppe scelte che è stato interrogato: ammette di aver sparato da un mitra con il cannocchiale di precisione, ma non ricorda di aver riconosciuto la vittima. La versione ufficiale israeliana cambia quindi per la quinta volta, nel tentativo di assorbire la condanna e lo sgomento dell’opinione pubblica internazionale. Il primo ministro dell’ANP Shtie ha ribadito di nuovo, in un discorso pubblico a Ramallah, che la procura palestinese non collaborerà con i responsabili dell’assassinio della giornalista e che non saranno consegnate all’esercito israeliano le prove del delitto, ma tutte le risultanze dell’inchiesta saranno messe a disposizione della Corte Penale Internazionale alla quale l’ANP farà ricorso per consegnare i responsabili alla giustizia.

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