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Rafah - Esercito israeliano occupa il valico, Gaza isolata

Assadakah Beirut - Erano giorni che le autorità israeliane lo avevano minacciato in barba a tutti gli avvertimenti internazionali e delle Nazioni Unite, poi l’attacco è scattato e le forze di occupazione israeliane hanno occupato Rafah, ultimo avamposto e ancora di salvezza della popolazione palestinese, e nonostante che il leader di Hamas, Ismail Haniyeh, avesse accolto la proposta di tregua mediata da Egitto e Qatar.

L'ingresso a Rafah - di cui Hamas e Israele danno opposte chiavi di lettura - non ha tuttavia impedito alle parti di tornare al Cairo per riprendere i negoziati, sotto la spinta degli americani, presenti con il capo della CIA, William Burnsm e dei mediatori di Egitto e Qatar.

"La proposta di Hamas - ha denunciato il premier Benyamin Netanyahu - mirava a sabotare l'operazione a Rafah. Non è successo. L'ingresso a Rafah serve a due principali obiettivi di guerra: il ritorno dei nostri ostaggi e l'eliminazione di Hamas". Israele, ha avvertito il primo ministro, non cederà al Cairo "sul rilascio degli ostaggi e sui requisiti essenziali per la sicurezza dello Stato". "L'occupazione di Rafah - ha commentato invece Hamas - conferma l'intenzione delle forze di occupazione di interrompere gli sforzi di mediazione per il cessate il fuoco e il rilascio dei prigionieri". Poi ha definito il round di colloqui nella capitale egiziana come "l'ultima possibilità" per Israele di recuperare gli ostaggi.

Le posizioni tra le parti sono distanti almeno su tre punti: i detenuti palestinesi, gli ostaggi israeliani da rilasciare, e la fine della guerra. Hamas sarebbe pronto a rilasciare 33 ostaggi, solo 18 invece nel caso in cui Israele non dovesse accettare la fine della guerra.

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