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Iran - “Israele incassi, questione chiusa”

Assadakah Beirut - Dalla stessa Repubblica Islamica dell’Iran, un appello al nemico Israele, sull’onda dell’aggressione al Consolato iraniano di Damasco e la successiva ritorsione, che per altro era attesa, in una forma o in un’altra. Da Teheran è quindi partito l’ordine, e diverse centinaia di droni e missili sono partiti verso lo stato ebraico, in ondate successive.

La conferma è poi giunta dall’ambasciatore iraniano all’ONU, Saeed Iravani, il quale ha ribadito il messaggio: “Abbiamo agito come dovevamo, se Israele non reagisce, la questione per quanto ci riguarda si chiude qui, ma se il regime israeliano commetterà lo sbaglio di reagire a sua volta, la nostra risposta sarà ancora più dura e determinata. Così come lo stato sionista dice di avere il proprio diritto a difendersi, anche l’Iran manifesta lo stesso diritto, in quanto attaccato in una sua sede diplomatica ufficiale, ovvero suolo nazionale”.

In quella che Teheran ha battezzato “operazione Vadeh Sadegh” (Vera Promessa), sono stati utilizzati diversi tipi di tecnologie, fra cui missili ipersonici e velivoli Kheibar (anche noti come Khorramshahr-4, con velocità di Mach-8, autonomia fino a 2.000 km e 1.500 kg di esplosivo) come riferito da fonte proveniente dal Consiglio Supremo per la sicurezza nazionale iraniana.

L’operazione ha provocato la chiusura dello spazio aereo in Israele, Giordania, Iraq e Libano, mentre la Siria ha messo in allerta le proprie batterie missilistiche. Altrettanto importante, la dichiarazione da Washington sull’intenzione del presidente Biden di non sostenere ulteriori iniziative israeliane contro l’Iran.

Il capo di stato maggiore delle forze armate iraniane, generale Mohammad Baqeri, afferma che l’Iran non ha intenzione di continuare l’operazione contro Israele, e l’operazione può considerarsi conclusa: “E’ stato necessario rispondere all’offensiva israeliana, e anche la Guida Suprema ha affermato che questa punizione doveva essere attuata Risponderemo a qualsiasi azione che danneggi gli interessi iraniani, in misura proporzionale alle minacce americane e israeliane provenienti da qualsiasi Paese”.

Domenica scorsa, la Guardia della Rivoluzione Islamica aveva avvertito di una imminente rappresaglia all’attacco israeliano al Consolato di Damasco, dichiarazione rilasciata in seguito agli attacchi di droni e missili contro siti militari nei territori occupati da Israele. contro il sostegno e la partecipazione.

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