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Libia - 72° Anniversario dell’Indipendenza

Assadakah News Agency - Il 24 dicembre si festeggia il 72° anniversario dell’indipendenza libica dall’occupazione coloniale italiana. La Libia, che era definita “la quarta sponda d’Italia” era stata occupata nel 1911, fino al 1949, quando diventa Stato sovrano comprendente Cirenaica, Tripolitania e Fezzan, territori tradizionalmente legati a tre etnie, i cui rappresentanti approvarono la costituzione del nuovo governo, come raccomandato dalla specifica Risoluzione ONU. Il 24 dicembre 1951, re Idris Al Senussi proclamò ufficialmente l’indipendenza della Libia dal Palazzo Al Manar di Bengasi.

In occasione dell’evento, al capo del Consiglio Presidenziale, Mohamed Menfi, formalmente presidente della Repubblica ad interim, sono giunti numerosi messaggi da capi di Stato e ministri, fra cui il presidente americano Joe Biden, Carlo III d’Inghilterra, re Mohammed VI del Marocco, dai presidenti di Egitto, Turchia, Sudafrica, Portogallo, Grecia, Oman e molti altri.

Muammar Gheddafi aveva cancellato questa festività, che è stata ripristinata dal Consiglio di Transizione nel 2011 e oggi, i due organismo governativi che si sono diviso i Paese, hanno comunque accettato di comune accordo di festeggiare il 24 dicembre, anche se la domenica non è giorno festivo neo Paesi arabi.

Una festa, due governi

Due anni fa, il 24 dicembre 2021, le elezioni parlamentari e presidenziali che avrebbero dovuto porre fine alla fase di transizione in atto da oltre dieci anni sono state rimandate e dal febbraio 2022 la Libia è divisa in due amministrazioni politico-militari: il Governo di Unità Nazionale internazionalmente riconosciuto, con sede a Tripoli, presieduto dal premier Abdulhamid Dabaiba; e il Governo di Stabilità Nazionale guidato da Osama Hammad, primo ministro designato dalla Camera dei Rappresentanti, con sede a Bengasi e di fatto agli ordini del generale Khalifa Haftar, comandante in capo dell’autoproclamato Esercito Nazionale. Per uscire dallo stallo politico, l’inviato dell’ONU aveva lanciato, il 27 febbraio scorso, un piano per redigere gli emendamenti costituzionali e le leggi elettorali necessarie per tenere elezioni “libere, inclusive e trasparenti” entro il 2023. Tale piano, però, è fallito e sono ora in corso difficili consultazioni politiche per insediare un nuovo governo tecnico e organizzare le elezioni nel 2024.

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