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Monsignor Quicke racconta il silenzio imposto a Ruyssen

  • 22 giu
  • Tempo di lettura: 3 min
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Letizia Leonardi (Assadakah News) - Non si è ancora spenta l’eco della rinuncia del professor Georges Ruyssen, costretto a non partecipare alla conferenza sul genocidio armeno prevista per il 18 giugno nella Chiesa Reale Belga di San Giuliano dei Fiamminghi a Roma. Per fare luce sull'accaduto, abbiamo intervistato il rettore della storica chiesa, Monsignor Gabriel Quicke.

Teologo e uomo di dialogo, Monsignor Gabriel Quicke è una figura autorevole della Chiesa cattolica contemporanea. Nato a Bruges nel 1961, ordinato sacerdote nel 1987, ha vissuto esperienze di insegnamento in Belgio e missione in Libano, prima di lavorare per dieci anni, dal 2009 al 2018, in Vaticano al Pontificio Consiglio per l’Unità dei Cristiani. Si è specializzato nei rapporti con le Chiese ortodosse orientali e ha partecipato a importanti tavoli di dialogo teologico. Rientrato in Belgio, è diventato presidente del Collegio dello Spirito Santo e del Seminario Leone XIII ed è stato aggregato alla Facoltà di Teologia e Studi Religiosi della KU Leuven (Belgio), dove, tra le diverse cose, ha insegnato nel corso ‘Eastern and Oriental Christianity’. Dal settembre 2021 è rettore della Chiesa e Fondazione Reale Belga San Giuliano dei Fiamminghi e rappresentante legale della Fondazione Lambert Darchis Liegi/Roma. Oltre all'insegnamento, è impegnato con i cristiani in Medio Oriente e in particolare con gli orfani nel Medio Oriente. Il rettore promuove incontri di spiritualità, memoria e cultura. È autore di diversi saggi e libri in lingua fiamminga, inglese e italiana, attento alle radici cristiane dell’Oriente, all’ecumenismo e alla spiritualità di Sant’Agostino.

Monsignor Quicke, che cosa è successo e perché ha tenuto lei la conferenza al posto del professor Ruyssen?

La sera prima della conferenza, prevista per il 18 giugno, il professor Ruyssen mi ha contattato per comunicare la notizia che non poteva tenere la conferenza. Il Generale della Compagnia di Gesù aveva ricevuto una lettera della Segreteria di Stato. Erano stati avvisati diplomaticamente della nostra iniziativa di organizzare una conferenza sul Genocidio armeno. Nella lettera, tra le righe, si chiedeva che l'iniziativa fosse cancellata.

Il professor Ruyssen è stato esplicitamente scoraggiato a tenere la conferenza. Alla fine, ho proposto di assumere il ruolo di mediatore. Non era più possibile per me avvisare tutti. Inoltre, avevamo anche organizzato il ricevimento con il catering.

Il patrone di questa Fondazione è San Giuliano l’Ospitaliere. Nello spirito di ospitalità ho voluto accogliere tutti gli invitati, presentare un’umile introduzione al lavoro scientifico di Padre Ruyssen e dare voce a chi non ha più voce.

Avevo chiesto gentilmente di mantenere la serenità di costruire insieme ponti di pace e di giustizia e “di credere nella verità in modo da poter rinascere nella verità”, come dice Sant’ Agostino: “la verità non appartiene né a me né a chiunque altro, ma a tutti noi” (Confessiones XII, 25, 34).

Non sono un agostiniano, ma in un certo senso mi sento figlio di Agostino che parla di Christus mediator: “Cerchiamo di crescere per saper discernere il bene dal male e sempre più attaccarci al Mediatore che potrà liberarci dal male, con una guarigione interiore” (Tractatus in Iohannis Evangelium, 98, 6).

Dunque ho voluto essere mediatore! Avendo lavorato per 10 anni nel Pontificio Consiglio per l'Unità dei Cristiani, dove ero responsabile del dialogo con i cristiani ortodossi orientali, e avendo anche seguito da vicino la relazione con la Chiesa apostolica armena, ho fatto un'introduzione al lavoro innovativo svolto dal professor Ruyssen.

In accordo con il professor Ruyssen ho fatto (durante la notte) la traduzione di un testo di un libro in inglese che avevo scritto qualche tempo fa sui cristiani in Medio Oriente (A Spiritual Discovery of Christians in the Middle East, Gompel&Svacina, Oud-Turnhout / 's-Hertogenbosch, 2020), in cui parlo anche del genocidio armeno, fra le altre cose.

Alla fine della conferenza ho ripetuto che questa era soltanto una introduzione umile al lavoro scientifico, originale e unico del professor Ruyssen. L’editore Il signor Pirolli

aveva messo a disposizione una copia delle sue pubblicazioni sulla Questione Armena e sulla Questione Caldea e Assira. Per valorizzare il lavoro del professor Ruyssen ho incoraggiato tutti i presenti ad ordinare una copia della sua pubblicazione durante il ricevimento. Alla fine ho invitato tutti ad applaudire in onore del professor Ruyssen".

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