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Piombino - La Cinghialessa nel promontorio che racconta

  • 5 dic 2025
  • Tempo di lettura: 5 min

Giuseppina Scotti (Assadakah News) - Lo scorso 30 novembre,ultima domenica del mese e prima domenica dell’Avvento. Nella piazza Bovio di Piombino è stata una giornata inimmaginabile di sole,di cielo terso, di mare risplendente e poi isole in un susseguirsi nella lontananza… Montecristo e i due “scogli” Cerboli e Palmaiola e l’Elba dirompente con le sue coste e la montagna stagliata nella trasparenza fra nuvole leggere e Capraia sulla destra e infine la Corsica, sfumata all’orizzonte, ma ben visibile.

Questo panorama ha accolto ben 39 Soci del Club Enogastronomico “La Cinghialessa” con il presidente Franco Balloni, il vice presidente Franco Agresti e altri soci che, con un incontro al mese, riscuote sempre l’apprezzamento dei partecipanti e di coloro che si aggregano con grande piacere a questi appuntamenti di grande interesse, ben ideati e organizzati dal presidente Balloni. Ad attenderci, nella bella città di Piombino, sul suo promontorio, che sembra gettarsi in quel mare del canale, fra la terra ferma e l’Elba, particolarmente soggetto a frequenti variazioni di correnti, c'era l'avvocato Dario Ristori, socio del Club e socio Fondatore della “Fondazione Calefati” per gli studi storici-giuridici. Insieme a lui, accanto al Torrione, c'era la sua gentile consorte Gabriella Ballanti, che, tramite un permesso speciale, ha fatto visitare alla folta comitiva la Cappella dei Signori della città degli Appiani all’interno della quale si è potuta ammirare la Madonna col Bambino di Andrea della Robbia e, ai lati, gli stemmi degli stessi Signori scolpiti su plutei in marmo bianco dello scultore Guardi.

Paolo Volpini, astrofilo e rappresentante dell’Ufficio Cultura del Comune della Città di Piombino ha raccontato ulteriori notizie nei vari spostamenti della visita. Ristori ha saputo veramente coinvolgere in modo eccellente gli intervenuti a questo importante incontro, formulando un itinerario di visita ben descritto, punto per punto. Si è trattato di un lungo tragitto nelle strade e vicoli della città soffermandosi nei luoghi salienti da illustrare fornendo immediatamente un profilo storico di Piombino, dalle origini etrusche fino ai giorni nostri con notizie di grande precisione che ben hanno introdotto il territorio e i luoghi. Dal Torrione, la porta principale, risalente al 1212, che rappresenta l’unica testimonianza dell’età Comunale di Piombino, siamo passati al Rivellino, una fortificazione di forma semicircolare, tipo controporta eretta a maggiore difesa e poi alle Mura cistruite sotto la Signoria di Rinaldo Orsini, marito di Caterina Appiani e che resistettero al lungo assedio del 1448 da parte di Alfonso di Aragona. Continuando, la nostra preziosa guida ci ha fatto osservare , nel corso, il Palazzo Maresma o “Palazzo di Marmo” per i marmi che l’adornano.

Dopo questa fermata esplicativa del palazzo e dei suoi signori, si è proseguito verso Via Garibaldi e il Vicolo Malpertuso dove si trova, nel terreno, una pietra circolare murata sul selciato, a ricordo dell’assassinio del signore Alessandro I Appiani. Qui la "guida” si è soffermata a lungo a narrare la cruda vicenda e i suoi antefatti, fornendo particolari storici di grande coinvolgimento dei presenti. Il gruppo si è quindi spostato, verso la Chiesa di Sant’Antimo sopra i Canali, interessantissimo complesso che, nel 1805, dalla principessa Elisa Baciocchi, sorella di Napoleone Buonaparte, fu fatto trasformare in un moderno ospedale, secondo i dettami della Rivoluzione francese.

Passati per la Chiesa della Misericordia, uno dei più antichi monumenti religiosi in Piombino, i soci del Club si sono diretti verso le Mura Leonardesche, così dette, perché basate su disegni di Leonardo da Vinci, anche se non da lui realizzate. Dopo la Chiesa dell’Immacolata, costruita in stile neogotico nel 1899 si sono tutti diretti alla “Cittadella”, un vero e proprio complesso architettonico che aveva creato una vera e propria città nella città e realizzata dal Guardi. Oggi, di tutto quello che costituiva questo complesso, restano soltanto le mura perimetrali. La Cappella rinascimentale interamente in marmo, la cisterna e parti del palazzo principesco sono stati demoliti per dare posto alla costruzione della villa del direttore dell’ILVA, grande industria nazionale, e per la costruzione di un’altra villa per il direttore della Magona d’Italia S.p.A., altra grande industria cittadina. È stata poi la volta del Porticciolo, le Fonti di Marina e Porta a Mare. Il Porticciolo ha perduto nel tempo la sua importanza a beneficio del Porto Falesia; le Fonti di Marina, fino alla data 18/10/1925, rappresentavano tutto l’approvigionamento idrico per la popolazione che veniva ad attingere a tali Fonti.

La Porta a Mare fu demolita nel periodo 1910/ 1920 e quindi non è più osservabile. A seguire la Piazzetta dei Grani, la Piazzetta del Mare e…poi…alla scoperta di Piazza Padella, una minuscola area, così piccola da essere considerata, addirittura, la più piccola al mondo. Da lì il gruppo si è spostato verso il palazzo Comunale anticamente, Palazzo dei Priori, eretto fra il 1435 e il 1440. La Torre dell’Orologio, la Casa delle Bifore, la Concattedrale di Piombino sono state ammirate prima di affacciarsi nella splendida Piazza Bovio dove si erge il Palazzo della famiglia Appiani, databile intorno alla metà del 1300 con vicino un piccolo Faro in stile medievale e dalla quale piazza si può volgere lo sguardo sullo splendido panorama che accoglie i visitatori di questo meraviglioso promontorio proteso verso le isole.

In questo incanto si è conclusa la lunga passeggiata per conoscere la città di Piombino. E nella Piazza Bovio, appunto, la più grande piazza a mare d’Italia La Cinghialessa si è ritrovata al ristorante “La Rocchetta” dove un lauto, saporito e accattivante pranzo attendeva i visitatori, stanchi ma molto soddisfatti dell’escursione così ben guidata ed esplicata dalla voce dell’avvocato Ristori, al quale è andato il plauso di tutti, come verso il dottor Volpini. Durante il pranzo il presidente Franco Balloni, nonché conte Bernardino da Perolla, ha letto la sua consueta Poesia d’occasione, riscuotendo il consueto consenso degli astanti.

Il valente scultore del legno, Giuliano Bigazzi proveniente da Caldana, detto anche “Artista di Dio” per aver effettuato, sempre in legno, molte statue sacre, regalate anche a due pontefici, ha offerto ai presenti uno squisito castagnaccio cucinato da lui stesso. Il poliedrico artista Franco Agresti , con la sua capacità creatrice e ispirata dall’autunno, ormai finito, ha omaggiato i presenti con delle riproduzioni lignee di varie specie fungine, colorate, poi dalla figlia di Franco Balloni, Francesca Balloni, da ammirare per la sua attenzione ed estremo attaccamento al Club e che condivide con il padre la passione per la migliore riuscita della giornata, ricca, come al solito, di sapere e cultura varia.

Dopo essersi ben rifocillati, si sono tutti trasferiti alla sala Giovannardi di Palazzo Appiani per visitare "Le Mani d'Doro" un particolare evento che, oltre a mostre e conferenze, ha allestito un Mercatino Solidale di lavori effettuati dalle socie dell'Associazione Compagnia della Stella il cui ricavato sarà devoluto agli 80 bambini armeni orfani della guerra del 2020 in Nagorno Karabakh e ospitati alla Casa del Sole di Yerevan.

Dulcis in fundo, sempre nello stesso ambiente, la giornalista, scrittrice Letizia Leonardi, socia del Club La Cinghialessa e dell'Associazione Compgnia della Stella, dopo un interessante filmato sull’Armenia, ha raccontato curiosità e particolari riti armeni del periodo delle festività natalizie, fornendo dettagliate notizie su tali usi e costumi destando l’attenzione di tutti i presenti.

 
 
 

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