Operazione Midnight Hammer e nuova flotta armata contro l' Iran
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Maddalena Celano (Assadakah News)
ROMA – La tensione nel Golfo Persico ha raggiunto livelli senza precedenti. Secondo quanto riportato dalle agenzie ANSA e Askanews, il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato durante un discorso in Iowa il dispiegamento di una "grande armata" – definita superiore a quella inviata in Venezuela – attualmente in navigazione verso le coste iraniane.
Le dichiarazioni del Presidente hanno gettato luce su operazioni militari finora rimaste in ombra. Trump ha rivendicato con forza il successo dell'Operazione "Midnight Hammer" svoltasi lo scorso giugno, sostenendo che gli Stati Uniti abbiano "annientato la capacità nucleare dell'Iran" proprio mentre il Paese era a un solo mese dall'ottenimento dell'arma atomica.
Mentre il Pentagono valuta attacchi mirati contro funzionari di alto livello e comandanti iraniani in risposta alla repressione delle manifestazioni di piazza, la Casa Bianca lascia ufficialmente la porta aperta a un possibile "negoziato". Tuttavia, la retorica bellicista e il dispiegamento massiccio suggeriscono una strategia di pressione totale che la stampa internazionale, in particolare quella israeliana, sta seguendo con estrema attenzione.
La Superpotenza del Bullismo e il Tramonto del Diritto
L’ordine mondiale non è mai stato così vicino al collasso come oggi. Quello a cui stiamo assistendo nelle ultime ore non è l'esercizio della diplomazia o della difesa della sicurezza globale, ma la messa in scena di una psicopatologia del potere. Gli Stati Uniti, agendo al di fuori di ogni mandato internazionale e calpestando i resti del diritto delle nazioni, hanno smesso di comportarsi come una democrazia guidata dalla legge per assumere le sembianze di un’organizzazione mafiosa su scala planetaria.
Il Diritto della Forza contro la Forza del Diritto
Rivendicare con orgoglio l’annientamento della capacità nucleare di un altro Stato sovrano attraverso operazioni come "Midnight Hammer", condotte senza alcuna dichiarazione di guerra o risoluzione ONU, è l'ammissione di un crimine internazionale. Non è "intelligence", non è "prevenzione": è un’aggressione unilaterale. Quando una nazione decide chi può o non può esistere tecnologicamente, agisce come un bullo di quartiere che decide chi può camminare sul marciapiede, solo che al posto dei pugni usa i missili da crociera.
Una Gestione Mafiosa della Geopolitica
Il linguaggio utilizzato è spaventoso. Definire una flotta militare una "splendida armata" e minacciare attacchi mirati a funzionari di alto livello ricorda più i metodi dei cartelli della droga o dei clan mafiosi che la prassi di uno Stato moderno. Si colpisce l'individuo, si terrorizza la popolazione, si ignora la sovranità territoriale.
Dov’è il Consiglio di Sicurezza dell’ONU?
Dov’è la comunità internazionale mentre una superpotenza decide, in un comizio elettorale in Iowa, di poter disporre della vita e della morte di un intero quadrante geografico?
La deriva psicopatica
C'è qualcosa di profondamente disturbante nella leggerezza con cui si parla di distruzione nucleare e di nuove armate in movimento. È la cecità di chi si sente al di sopra di ogni regola, convinto che la propria "grandezza" sia una giustificazione morale sufficiente per violare i trattati internazionali. Se gli Stati Uniti non sono soggetti alle stesse leggi che pretendono di imporre agli altri, allora il diritto internazionale è morto. Resta solo l’anarchia della forza, un mondo dove il più forte non è il più giusto, ma semplicemente il più violento e il più spietato.
Se questa è la "pace" che l'Occidente vuole esportare, non dobbiamo stupirci se il resto del mondo ci guarda con orrore, vedendo in noi non dei liberatori, ma dei bulli armati fino ai denti pronti a tutto pur di mantenere il controllo.







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