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Venti di guerra in Medio Oriente: L' Iran sotto attacco

  • 3 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min

L’Iran sotto l'assedio delle potenze occidentali




Maddalena Celano (Assadakah News)


Mentre il mondo guarda con il fiato sospeso, la regione mediorientale sembra scivolare pericolosamente verso un punto di non ritorno. Le recenti manovre militari a guida statunitense e britannica stanno stringendo un cerchio d'acciaio attorno alla Repubblica Islamica dell'Iran, in quella che appare come una sistematica strategia di pressione che mina ogni speranza di stabilità regionale.


La minaccia si sposta sui mari e nei cieli


Il portavoce della diplomazia iraniana ha lanciato un monito chiaro: qualsiasi attacco contro il Paese non farà altro che generare una profonda instabilità in tutta l'area. Queste parole arrivano in risposta a uno schieramento di forze senza precedenti:

* Mobilitazione Navale: La portaerei USS Abraham Lincoln, accompagnata da una flotta di navi da guerra americane, è in rotta verso il Medio Oriente.

* Supremazia Aerea: Gli Stati Uniti hanno già dispiegato nella regione i caccia F-15E Strike Eagle.

* Il ruolo di Londra: Il Ministero della Difesa del Regno Unito ha confermato lo schieramento di caccia Typhoon in Qatar, ufficialmente con "capacità difensiva", ma che di fatto aumenta il potenziale d'urto contro Teheran.


Un Paese nel mirino


L'attuale escalation non può essere letta in modo isolato. Il contesto è quello di una forte ostilità politica: il presidente statunitense Donald Trump ha più volte minacciato di colpire direttamente l'Iran, sfruttando il pretesto delle tensioni interne esplose a fine dicembre per giustificare una postura bellica che ignora la sovranità nazionale iraniana.

Questa "mobilitazione generale" forzata dalle potenze occidentali sta trasformando la regione in una polveriera. Invece di favorire il dialogo e la distensione, l'invio di portaerei e caccia bombardieri sembra voler soffocare qualsiasi voce di indipendenza, mettendo a rischio milioni di vite civili in nome di equilibri geopolitici decisi a migliaia di chilometri di distanza.


La pace è l'unica via


L'Iran si ritrova oggi a dover gestire una crisi non cercata, stretto tra minacce verbali e movimenti di truppe reali ai propri confini. Se l'obiettivo dell'Occidente è la stabilità, la storia insegna che l'invio di flotte e jet non ha mai portato democrazia, ma solo macerie. È urgente che la comunità internazionale fermi questa corsa agli armamenti prima che il fragore dei motori dei Typhoon e degli F-15 si trasformi nel suono di un'ennesima, evitabile, guerra.


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