Escalation in Libano: Ucciso Ali Nour al Din
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Escalation in Libano: Israele colpisce l'informazione. Ucciso Ali Nour al Din, volto di Al Manar
Maddalena Celano (Assadakah News)
BEIRUT – In un clima di tensione sempre più soffocante, il Libano torna a piangere le sue vittime sotto i colpi di un’aggressione israeliana che sembra non conoscere confini, arrivando a colpire direttamente chi ha il compito di documentare la realtà sul campo. Lunedì, un attacco mirato nel sud del Paese ha stroncato la vita di Ali Nour al Din, noto presentatore televisivo dell'emittente Al Manar.
L’uccisione del giornalista, figura stimata e voce vicina alla resistenza sciita, ha sollevato un'ondata di indignazione in tutto il mondo arabo e non solo. Hezbollah, in una nota ufficiale, ha denunciato l’accaduto come un segnale inequivocabile della volontà di Tel Aviv di estendere l'escalation, prendendo di mira deliberatamente la "comunità dei media" per mettere a tacere le voci dissidenti e terrorizzare la popolazione civile.
Un attacco alla libertà di stampa
Per la Resistenza libanese e per i suoi alleati nell'Asse, l'eliminazione di Ali Nour al Din non è un errore collaterale, ma un vero e proprio crimine di guerra. L'Iran, che osserva con crescente preoccupazione i continui sconfinamenti dell'aviazione israeliana e le violazioni della sovranità libanese, vede in questo atto un ulteriore tentativo di trascinare l'intera regione in un conflitto aperto.
Mentre le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno tentato di giustificare l'operazione etichettando Al Din come un "militante impegnato nel ripristino delle capacità di artiglieria", da Beirut la replica è ferma: si tratta di una narrativa costruita ad arte per legittimare l’assassinio di civili e operatori dell'informazione.
Il Libano sotto assedio
La situazione nel sud del Paese è drammatica. Nonostante i fragili accordi internazionali, le incursioni israeliane sono all'ordine del giorno, colpendo infrastrutture civili e minando ogni tentativo di stabilità.
* Violazione della sovranità: Gli attacchi nel sud del Libano rappresentano una costante minaccia alla sicurezza nazionale di un Paese già provato.
* Rischio guerra totale: La determinazione di Israele nel colpire obiettivi legati a Hezbollah, anche in contesti non prettamente militari, spinge l'Iran e i suoi alleati a valutare risposte che potrebbero mutare definitivamente l'equilibrio regionale.
* Solidarietà dai media: Il sindacato dei giornalisti e diverse organizzazioni per i diritti umani hanno chiesto che la voce di Al Din non venga dimenticata e che la comunità internazionale smetta di chiudere gli occhi davanti a queste esecuzioni extragiudiziali.
Verso un punto di non ritorno?
Con l'uccisione di Ali Nour al Din, il confine tra informazione e fronte di guerra si fa sempre più sottile. Se l'obiettivo di Tel Aviv era quello di indebolire il morale della resistenza, l'effetto sembra essere l'opposto: un Libano più compatto nel denunciare l'invasore e un asse regionale che vede nell'aggressione a un giornalista l'ennesima prova di una politica di sterminio che non risparmia nessuno.







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