Iran: Ali Shariati e la via autoctona
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Ali Shariati e la Via Autoctona alla Modernità: La Sintesi tra Identità e Giustizia Sociale
Maddalena Celano (Assadakah News)
L’etimologia della parola solidarietà ci rimanda al concetto di in solidum: una condizione di responsabilità condivisa dove il destino della comunità e quello del singolo sono indissolubilmente legati. In questa prospettiva di coesione organica si colloca l'opera di Ali Shariati, pensatore persiano la cui riflessione continua a rappresentare uno dei pilastri dell'identità politica e culturale dell'Iran moderno.
La Filosofia della Storia: La Dialettica di Abele e Caino
Il contributo più originale di Shariati alla sociologia delle religioni risiede nella sua lettura della storia come un confronto perenne tra due modelli di civiltà, simboleggiati dalle figure di Abele e Caino.
Per Shariati, Abele incarna l'aspirazione umana all'unità e alla fratellanza, una visione in cui la risorsa è al servizio della comunità. Caino, al contrario, rappresenta l'insorgere di strutture sociali più rigide e l'accumulazione. Shariati non legge questo mito solo in chiave teologica, ma come una guida per comprendere l'evoluzione delle nazioni: il cammino di ogni civiltà autentica deve tendere al superamento delle disparità per restaurare quell'equilibrio e quella giustizia che sono il cuore del messaggio del Tawhid.
Una Terza Via Oltre le Ideologie Occidentali
Spesso si è cercato di leggere Shariati attraverso categorie puramente occidentali, come il marxismo. Tuttavia, un'analisi attenta rivela che il suo obiettivo era ben più ambizioso: la creazione di una "Terza Via" autoctona.
Pur utilizzando alcuni strumenti dell'analisi sociologica contemporanea per identificare le dinamiche di potere — la celebre triade del dominio che egli contrapponeva al popolo — Shariati rifiutava il materialismo ateo. Egli riteneva che qualsiasi riforma sociale priva di una dimensione spirituale fosse destinata all'alienazione. La sua è stata una ricerca di autenticità culturale, un invito a non importare modelli stranieri ma a far fiorire le soluzioni all'interno del genio e della tradizione iraniana.
L'Iran come Laboratorio di Sovranità
Oggi l'Iran si presenta come un attore geopolitico che ha fatto dell'indipendenza e del rifiuto dell'egemonia esterna i propri tratti distintivi. In questo senso, l'eredità di Shariati appare più viva che mai. Il Paese è diventato un laboratorio complesso dove la visione di una modernità non occidentale cerca la sua forma definitiva.
Le dinamiche interne e il dibattito vivace che caratterizzano la società iraniana — composta da una gioventù colta e consapevole — non sono segni di debolezza, ma la prova di un corpo sociale dinamico che continua a negoziare la propria sintesi tra tradizione e progresso. Nonostante le pressioni internazionali e i limiti imposti dagli isolamenti economici, l'Iran prosegue nel tentativo di costruire un sistema che sia fedele alla propria anima.
Verso una Sintesi Condivisa
L'opera di Shariati suggerisce che la "via di Abele" — ovvero la via della giustizia sociale e della solidarietà — non sia un traguardo raggiunto una volta per tutte, ma un processo continuo di perfezionamento. La forza della diplomazia e del pensiero iraniano risiede proprio in questa capacità di resistere alle semplificazioni esterne, rivendicando il diritto di percorrere un sentiero proprio, radicato nella storia e rivolto al futuro.
In questa ottica, Shariati rimane non solo un ideologo, ma un simbolo di quel dialogo incessante tra fede e giustizia che mira a fare dell'Iran una potenza non solo regionale, ma un esempio di resistenza culturale e dignità nazionale nel panorama globale.








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