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Speciale Tunisia - Accelera il progetto energetico con Italia

  • 15 ore fa
  • Tempo di lettura: 4 min

Assadakah News - Sarah Zaafrani Zenzri, primo ministro della Tunisia, ha chiesto di accelerare "il ritmo di realizzazione" del progetto di interconnessione energetica con l'Italia, Elmed, e dell'impianto di triplo superfosfato raffinato di Mdhilla 2, garantendo un "monitoraggio rigoroso e continuo attraverso meccanismi di controllo periodici che accompagnino l'avanzamento dei lavori".

Il primo ministro tunisino Sarah Zaafrani Zenzri
Il primo ministro tunisino Sarah Zaafrani Zenzri

La richiesta è giunta nel corso della riunione del Comitato per le grandi opere, ieri, al Palazzo del governo alla Kasba, a Tunisi. Zaafrani Zenzri si è soffermata sull'importanza "economica e strategica del collegamento elettrico Tunisia-Italia, che rientra nella strategia nazionale sulle energie rinnovabili, volta a rafforzare la sicurezza energetica e a promuovere la produzione di elettricità da fonti pulite, come solare ed eolico, con l'obiettivo di raggiungere il 35% dall'attuale 5% circa di elettricità prodotta da rinnovabili entro il 2030".

Secondo la nota della presidenza del governo tunisino, Elmed prevede la realizzazione di un collegamento elettrico sottomarino in corrente continua ad alta tensione, bidirezionale, tra la Sicilia e la Tunisia, con punto di approdo nella regione industriale di El Mlaabi a Menzel Temime, nel governatorato di Nabeul. Il progetto comprende due stazioni di conversione - una a Menzel Temime e una a Partanna, in Sicilia - e un cavo sottomarino lungo circa 200 chilometri, che attraverserà il Canale di Sicilia a una profondità massima di 800 metri, con una capacità di 600 megawatt e una tensione di 500 chilovolt in corrente continua. Sono inoltre previste le infrastrutture di collegamento terrestre, i sistemi di telecomunicazione e i dispositivi di monitoraggio continuo del cavo.

Secondo quanto evidenziato dalla premier tunisina, "Elmed rappresenta un anello fondamentale per lo sviluppo degli scambi di energia elettrica tra le due sponde del Mediterraneo, per il rafforzamento del sistema elettrico tunisino e per il sostegno ai progetti di produzione di energia da fonti rinnovabili, contribuendo a far fronte ai picchi di domanda e a preparare l'integrazione della Tunisia nel futuro mercato euro-africano dell'elettricità". Un accordo di finanziamento e garanzia del valore di 43 milioni di euro, circa 145 milioni di dinari in valuta locale, destinato alla realizzazione della seconda fase del progetto di interconnessione elettrica è stato firmato a Tunisi tra il governo tunisino e la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (Bers) lo scorso 16 gennaio. L'accordo mira a rafforzare la rete elettrica della Società Tunisina Elettricità e Gas (STEG) attraverso l'installazione di linee di trasmissione aeree, comprese le linee in entrata e in uscita nel governatorato settentrionale di Nabeul.

La seconda fase del progetto è denominata Grid Reinforcement Program e prevede il rafforzamento delle griglie di trasmissione su territorio tunisino. In particolare, è prevista la posa di una linea aerea a 400 kV di circa 85 chilometri, che collegherà Grombalia (Nabeul) a Kondar (Sousse), attraversando quattro governatorati: Nabeul, Ben Arous, Zaghouan e Sousse. Il progetto include inoltre l'installazione di linee aeree in entrata e in uscita tra Ezzahra e Grombalia 1, collegate alla sottostazione Grombalia 2 (400/225 kV), per una lunghezza complessiva di circa 10 chilometri, nonché ulteriori linee tra Seltene e Grombalia 1, anch'esse collegate alla stessa sottostazione, per un totale di circa 10km.

In apertura della riunione di ieri alla Kasbah, la titolare del governo tunisino ha garantito che "la Tunisia, su indicazione del presidente della Repubblica, Kais Saied, opera in modo continuativo per accelerare il completamento dei progetti pubblici in corso e l'avvio di nuove iniziative, assicurandone la realizzazione con elevati standard qualitativi e nel rispetto dei tempi stabiliti". Obiettivi che, ha sottolineato, "contribuiranno a rilanciare l'economia nazionale, migliorare il clima degli investimenti, creare occupazione e promuovere una crescita equa e bilanciata". La premier ha inoltre insistito sulla "necessità di superare ostacoli e difficoltà attraverso un monitoraggio quotidiano sul campo", richiamando alla piena responsabilità tutti i soggetti coinvolti nell'attuazione, nel controllo e nel follow-up dei progetti. La Commissione tunisina ha inoltre esaminato il progetto dell'impianto di triplo superfosfato raffinato di Mdhilla 2. Sarah Zaafrani Zenzri ha evidenziato come "l'iniziativa rivesta un'importanza cruciale per il rilancio del settore dei fosfati" in Tunisia, favorendo "la trasformazione da semplice attività estrattiva a leva industriale ad alto valore aggiunto, con ricadute positive sull'economia nazionale, sull'aumento delle esportazioni e sulla creazione di posti di lavoro diretti e indiretti". Il progetto, ha aggiunto la prima ministra, rappresenta "un'opportunità strategica per trasformare le risorse naturali in un motore di crescita sostenibile".

Al tempo stesso, prende forma il programma di conversione del debito in progetti di sviluppo. La presidente del Consiglio dei ministri, Sara Zaafrani Zenzri, ha presieduto alla Kasbah una riunione dedicata all'esame di tale programma per la realizzazione di nuovi progetti di sviluppo a valenza economica, con l'obiettivo di migliorare gli indicatori sociali, economici e ambientali in tutte le regioni del Paese e creare nuove opportunità di lavoro.

Zaafrani Zenzri ha sottolineato che "il meccanismo di trasformazione del debito estero in investimenti diretti in progetti di sviluppo prioritari

rappresenta uno degli strumenti più rilevanti nell'ambito della cooperazione bilaterale con diversi Paesi, poiché consente di alleggerire l'onere del debito e garantire maggiore flessibilità procedurale". La premier ha precisato che la Tunisia "selezionerà i progetti sulla base delle proprie scelte nazionali, in linea con le direttive del presidente della Repubblica, Kais Saied".

La premier tunisina ha inoltre evidenziato "l'importanza di convertire il debito tunisino detenuto da vari partner internazionali in nuovi progetti di sviluppo distribuiti su tutto il territorio nazionale", definendo tale strumento "una leva finanziaria innovativa a duplice impatto": da un lato contribuisce direttamente a ridurre il peso del servizio del debito, dall'altro fornisce "finanziamenti mirati e flessibili per promuovere uno sviluppo equo e inclusivo".

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