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Sudan - Volker Turk: da tre anni la popolazione vive nell'inferno della guerra

  • 5 ore fa
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Elisabetta Pamela Petrolati (Assadakah News) -  Quasi tre anni di guerra in Sudan hanno fatto precipitare la popolazione "nell'inferno", con i bambini che vengono reclutati per combattere. Lo ha affermato l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Turk in una conferenza stampa a Port Sudan, nell'est del Paese, la prima dallo scoppio del conflitto.

L’ultima visita ufficiale di Turk in Sudan risale al 2022. Durante l’attuale visita, dal 14 al 18 gennaio, l’Alto Commissario ha incontrato le autorità a Port Sudan, oltre a rappresentanti della società civile e del team Paese delle Nazioni Unite. Il programma ha previsto anche una missione nello Stato Settentrionale, compresa l’area accoglienza di Al Afad e incontri con persone sfollate a cusa del conflitto in Darfur e nel Kordofan, nonché con partner umanitari impegnati sul terreno.

Nel corso delle conferenze ufficiali conclusive Turk si è detto preoccupato per la "crescente militarizzazione della società da tutte le parti coinvolte nel conflitto". “Abbiamo una popolazione che ha sopportato orrori e inferno” ha aggiunto. "È scandaloso", ha proseguito l'Alto Commissario Onu, denunciando "l'armamento di civili e il reclutamento di bambini", oltre a "somme immense spese per acquisire armi sempre più sofisticate, in particolare droni", invece di "essere utilizzate per alleviare le sofferenze del popolo sudanese".  

Gli Emirati Arabi Uniti negano regolarmente di aver armato e sostenuto i paramilitari delle Rsf (Forze di Supporto Rapido), come denunciato invece da rapporti internazionali, mentre si ritiene che l'esercito regolare sudanese, sostenuto dal Cairo e da Riad, abbia ricevuto droni dall'Iran e dalla Turchia.

Turk ha condannato, inoltre, il crescente numero di attacchi contro "infrastrutture civili essenziali", tra cui ospedali, mercati e scuole, e ha chiesto la fine degli attacchi contro i civili. Ha citato resoconti di atrocità "insopportabili" - civili picchiati, uccisi a colpi d'arma da fuoco, violentati o rapiti - durante la presa del potere delle Rsf nel Darfur.

Questi abusi, ha avvertito, "rischiano di ripetersi" nella vicina regione del Kordofan, l'attuale prima linea dei combattimenti.

Le Forze di Supporto Rapido assediano Kadugli, capitale del Kordofan meridionale, e Dilling da oltre 19 mesi, e circondano El-Obeid, capitale del Kordofan settentrionale, da quasi un anno. Citando la testimonianza di una ventenne sfollata che e' stata violentata, Turk ha ribadito che si tratta di un "crimine di guerra" di cui tutte le parti devono essere ritenute responsabili e in merito "abbiamo crescenti indicazioni che sia diffuso e sistematico".

Dall'aprile 2023, la guerra tra l'esercito regolare e i paramilitari delle Forze di Supporto Rapido (Rsf) ha causato decine di migliaia di morti e ha costretto oltre 14 milioni di persone a lasciare il Paese e a fuggire, causando quella che l'Onu ha definito la peggiore crisi umanitaria al mondo.

         

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