Jesi si apre al mondo: la storia "degli altri" come ponte di fratellanza
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Maddalena Celano (Assadakah News)
Lo scorso 24 gennaio, la città di Jesi è diventata il palcoscenico di un importante dialogo interculturale. Presso la sede dell'Associazione "Para un Principe Enano", si è svolto l’incontro dal titolo "Convivenza tra i popoli attraverso la conoscenza della storia 'degli altri'", un’iniziativa nata con l’obiettivo di abbattere le barriere del pregiudizio attraverso la memoria condivisa.
L’evento ha visto la partecipazione di figure di spicco della solidarietà internazionale, tra cui Massimo Fabrizi, Moreno Bacchieri (CubaInsieme di Torino) e Marlenes Vázquez, intervenuta in collegamento video. La serata non è stata solo un momento di analisi politica e storica, ma una vera celebrazione artistica grazie alle note di Frank Betancourt e Romy Splinter, che hanno dato voce allo spirito della "Patria Grande".
La voce del Nicaragua: il messaggio dell'Ambasciatrice
A dare un respiro solenne e istituzionale alla serata è stato il contributo dell’Ambasciatrice del Nicaragua in Italia, Monica Robelo, che ha inviato un documento accorato per ribadire l’importanza di queste tappe di crescita civile. Ecco alcune parti del testo della sua lettera:
"Cari amici e compagni,
desidero ringraziare sentitamente gli organizzatori di questo incontro, volto a promuovere la convivenza tra i popoli attraverso la conoscenza della storia 'degli altri'. In un mondo sempre più frammentato, iniziative come questa sono bussole necessarie per orientarci verso la pace e la solidarietà. (...)
Il Nicaragua, terra di laghi e vulcani, ma soprattutto terra di un popolo dignitoso e resiliente, condivide con le nazioni sorelle dell'America Latina la lotta per l'autodeterminazione e la sovranità. Raccontare la nostra storia significa onorare la memoria di chi ha sognato e costruito un Paese libero, dove la cultura non è un privilegio di pochi, ma un diritto di tutti. (...)
Attraverso l’arte, la musica e la condivisione delle nostre radici, abbattiamo i muri del pregiudizio. La 'Patria Grande' a cui facciamo riferimento non è solo un concetto geografico, ma un orizzonte politico e umano che ci unisce nella ricerca di un ordine mondiale più giusto e multipolare. (...)
Auguro a tutti voi una serata di profonda riflessione e di gioiosa fratellanza, con la certezza che la conoscenza reciproca sia l’unico vero antidoto all’indifferenza.
Un abbraccio fraterno dal Nicaragua."
Una rete di solidarietà locale
Il successo dell'iniziativa è stato reso possibile dalla stretta collaborazione tra diverse realtà locali come Cubanordest, Arci Jesi-Fabriano, l' Istituto Gramsci delle Marche, membri dell' Istituto Scolastico Statale Federico II di Jesi, Arte Interculturale e l' Associazione CubaInsieme, hanno trasformato la sede di "Para un Principe Enano" in uno spazio di resistenza culturale, dimostrando che la conoscenza della storia altrui è il primo passo fondamentale per una convivenza civile e pacifica.







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