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Simón Bolívar il cuore ribelle delle Americhe

  • 3 ore fa
  • Tempo di lettura: 6 min
Da sinistra l' ex Ambasciatrice dello Stato Plurinazionale di Bolivia presso l' Italia, Sua Eccellenza Sonia Brito Sandoval, al centro Sua Eccellenza Teresa Subieta Serrano, Ambasciatrice dello Stato Plurinazionale di Bolivia presso la Santa Sede, a destra l' autrice Maddalena Celano
Da sinistra l' ex Ambasciatrice dello Stato Plurinazionale di Bolivia presso l' Italia, Sua Eccellenza Sonia Brito Sandoval, al centro Sua Eccellenza Teresa Subieta Serrano, Ambasciatrice dello Stato Plurinazionale di Bolivia presso la Santa Sede, a destra l' autrice Maddalena Celano

Il Cuore Ribelle di Bolívar tra Continentalismo, Diritti e la Battaglia per il Litio



Di Maddalena Celano (Assadakah News)


Roma, 28 novembre 2025 — Centro E. Nathan

Si è concluso nella serata del 28 novembre a Roma, presso il Centro E. Nathan, l’atteso incontro del Festival “LeggereNienteMale” organizzato dalla deiMerangoli Editrice, dedicato alla presentazione del saggio L’eredità di Simón Bolívar, il cuore ribelle dell’America Latina di Maddalena Celano, pubblicato da Mario Michele Pascale Editore.

L’evento, straordinariamente partecipato, ha riunito un prestigioso parterre di diplomatici latinoamericani, intellettuali e artisti, trasformandosi in una piattaforma di dialogo politico e culturale sul futuro della Patria Grande e sulle nuove sfide geopolitiche del continente.



Da sinistra Sua Eccellenza Monica Robelo Raffone, Ambasciatrice del Nicaragua in Italia, al centro l' Editore Mario Michele Pascale,  a destra l' autrice Maddalena Celano
Da sinistra Sua Eccellenza Monica Robelo Raffone, Ambasciatrice del Nicaragua in Italia, al centro l' Editore Mario Michele Pascale, a destra l' autrice Maddalena Celano



Diplomatici in Primo Piano: La Patria Grande tra Sovranità e Resistenza


Hanno preso la parola le principali rappresentanze diplomatiche dell’America Latina presenti in Italia:


  • S.E. Mónica Robelo Raffone, Ambasciatrice del Nicaragua in Italia

  • S.E. Teresa Subieta Serrano, Ambasciatrice della Bolivia presso la Santa Sede

  • S.E. Maria Elena Uzzo, Incaricata d’Affari dell’Ambasciata del Venezuela

  • Sonia Silvia Brito Sandoval, già Ambasciatrice della Bolivia

  • Damián Delgado Vázquez, Primo Consigliere Politico dell’Ambasciata di Cuba

  • Edgar Ernesto González, Consigliere dell’Ambasciata della Repubblica Bolivariana del Venezuela


La presenza congiunta di queste figure ha restituito una fotografia nitida della vitalità diplomatica latinoamericana in Italia e dell’attualità della visione bolivariana.


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Continentalismo Bolivariano: L’unica Via per la Sovranità


I diplomatici hanno riaffermato il valore del Continentalismo, progetto originario di Simón Bolívar che ambiva alla creazione di uno spazio politico unitario capace di difendere la regione dalle ingerenze coloniali e neocoloniali.

L’ideale bolivariano è stato interpretato come:


  • baluardo contro lo sfruttamento delle risorse da parte di potenze esterne

  • fondamento storico dei diritti sociali e civili

  • radice dell’uguaglianza etnica e dell’indigenismo

  • motore delle battaglie femministe rivoluzionarie, ricordando la figura di Manuela Sáenz


S.E. Teresa Subieta Serrano ha sottolineato l’eredità femminista e indigena della Bolivia, minacciata oggi dalla recrudescenza delle destre estrattiviste.


Damián Delgado Vázquez ha ribadito la resistenza storica di Cuba contro il bloqueo e la difesa della sovranità.


S.E. Mónica Robelo Raffone ha riaffermato la solidarietà del Nicaragua a Cuba e Venezuela.


S.E. Maria Elena Uzzo ha delineato con chiarezza le sfide che il Venezuela affronta sotto attacco economico, politico e mediatico.



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🎙️ Il discorso dell' autrice Maddalena Celano: Simón Bolívar il Pilastro della Libertà e il Visionario Progressista del Nuovo Mondo


Onorevoli colleghi, signore e signori,

Siamo qui oggi per celebrare non solo un condottiero, ma un'idea. L'idea racchiusa nella figura complessa e monumentale di Simón Bolívar, noto al mondo come El Libertador. Egli non è soltanto l'architetto delle vittorie militari, ma il vero Pilastro della Libertà e il Visionario Progressista del Nuovo Mondo; una figura la cui ineguagliabile abilità strategica fu sempre guidata da una profonda e progressista visione ideologica.


I. La Fondazione Ideologica: Dal Caos alla Visione


Il cammino di Bolívar verso la liberazione continentale non fu una marcia trionfale, ma un percorso lastricato di sconfitte e di esili. Ed è proprio in questi momenti di apparente fallimento che si forgia il suo pensiero politico più lucido.

Un documento in particolare, scritto durante il suo esilio, rimane il suo primo capolavoro ideologico: la Carta de Jamaica del 1815. Questo non è un semplice appello disperato per l'aiuto internazionale, ma un vero e proprio Manifesto della Sovranità. In esso, Bolívar non solo denuncia la tirannia coloniale e la sua brutalità, ma fa un'analisi sociopolitica lungimirante dell'America spagnola, arrivando a profetizzare il futuro frammentato del continente, pur mantenendo il sogno, a lui caro, della Grande Colombia unificata.

Ma c'è un imperativo morale che definisce il carattere progressista della sua causa: il Debito con Haiti. Il Presidente haitiano Alexandre Pétion, primo capo di stato di una nazione nera e libera nell'emisfero, fornì a Bolívar armi e rifornimenti essenziali nel 1816. La sua condizione? L'impegno non negoziabile di abolire la schiavitù in tutti i territori liberati. Questo debito cementò l'impegno di Bolívar per la giustizia sociale, rendendo la sua lotta per l'indipendenza inseparabile dalla lotta per l'uguaglianza.



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II. L'Architettura dello Stato: La Legge della Repubblica


Tornato in carica, Bolívar non si limitò a brandire la spada; egli si impegnò a trasformare la visione ideologica in una solida architettura dello Stato. Il culmine di questo sforzo si ebbe nel 1819, con il Congresso e il celebre Discorso di Angostura.

Questo congresso sancì la nascita della Grande Colombia, ma il Discorso fu la sua esposizione costituzionale più influente. Bolívar comprese che la libertà senza stabilità è anarchia. Per questo, espose la necessità di una Repubblica forte e centralizzata, guidata da un sistema educativo illuminato. Ed è qui che l'impegno preso con Haiti venne formalizzato, con l'abolizione della schiavitù, inserita nel cuore della nuova struttura istituzionale.


III. La Gloria Militare e l'Eredità Sociale


Le campagne militari che seguirono non furono solo un'esibizione di abilità strategica, ma l'espressione di questa determinazione a porre fine a oltre tre secoli di dominio. Le vittorie decisive, in particolare la Battaglia di Junín e, ancor più, la Battaglia di Ayacucho nel 1824, guidata dal fidato Sucre, non si limitarono a garantire l'indipendenza del Perù, ma rappresentarono l'atto finale e irrevocabile della fine del dominio spagnolo in Sud America.

Ma ciò che rende Bolívar un eroe moderno, un vero Visionario Progressista, è la sua eredità sociale:


  • Lotta per l'Uguaglianza e i diritti sociali: Oltre all'abolizione della schiavitù, Bolívar tentò attivamente di proteggere le terre delle popolazioni indigene e di migliorare le condizioni sociali di tutti i gruppi oppressi, vedendo nell'istruzione l'unica vera via per la libertà completa.


  • Precursore del Femminismo: La sua relazione e il pubblico riconoscimento di Manuela Sáenz come Libertadora del Libertador dimostrano un'apertura senza precedenti. Riconoscendole un ruolo attivo nella politica e nella guerra, Bolívar sfidò apertamente le norme patriarcali dell'epoca, ponendo le basi per la valorizzazione del contributo femminile alla nazione.


Simón Bolívar è un'entità inseparabile dai suoi principi. Il suo valore risiede nell'aver forgiato, attraverso la filosofia della Carta de Jamaica, l'aiuto morale di Haiti e le vittorie di Ayacucho, non solo cinque repubbliche, ma anche un ideale di giustizia sociale, inclusione e progresso che continua a informare il dibattito politico in America Latina ancora oggi.

Grazie.


La Battaglia del Litio: Il “Nuovo Oro” dell’America Latina


Un momento di particolare intensità è stato l’intervento dell’attore e produttore britannico Bruce Martyn Payne (Passenger 57, Dungeons & Dragons), da sempre vicino alle lotte sociali.

Payne ha definito il Litio:


“il nuovo oro, la nuova moneta del dominio globale”.

Ha denunciato:

  • i rischi dell’estrattivismo incontrollato

  • la crescente pressione delle grandi potenze sul Triangolo del Litio (Bolivia, Argentina, Cile)

  • il pericolo che le nazioni latinoamericane perdano la sovranità su una risorsa strategica cruciale per la transizione energetica mondiale.


Collegando l’indipendenza bolivariana alla battaglia contemporanea per il litio, Payne ha mostrato come il neocolonialismo oggi si manifesti non attraverso le armi, ma attraverso il controllo tecnologico e industriale.


Editore, Autrice e Voci Solidali


Protagonisti principali

  • Maddalena Celano, autrice del saggio e analista politica

  • Mario Michele Pascale, editore

  • Le rappresentanze diplomatiche già menzionate


Altri partecipanti e voci culturali


  • Elena Sotnikova, intellettuale del mondo russo

  • Zahran Khalati, medico e specialista del mondo arabo

  • Patrizia Boi, giornalista e scrittrice

  • Antonella Pagano, poetessa, scrittrice e attrice italiana

  • Candida Caramanica, attivista e operatrice culturale

  • Letterio Giovanni Vinci, cofondatore dell' OSPI

    ed altri amici della comunità internazionale presenti alla serata


La pluralità delle presenze ha rafforzato l’idea di un fronte culturale e politico transnazionale in difesa dei popoli latinoamericani.


La serata del 28 novembre ha confermato che l’eredità di Simón Bolívar è più viva che mai.


Nel cuore di Roma, diplomatici, artisti, intellettuali e attivisti hanno riaffermato:


  • la centralità della sovranità latinoamericana

  • il diritto dei popoli a disporre delle proprie risorse

  • la necessità di un fronte comune contro le nuove forme di colonialismo energetico

  • la continuità storica tra la lotta per l’indipendenza e quella per il litio

Un ringraziamento speciale a Mario Michele Pascale Editore, ai diplomatici e a tutto il pubblico romano che ha reso l’incontro un momento di altissima densità politica e culturale.

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