top of page

L' Iran all' OPCW: dare voce alle vittime di violenza e ingiustizia

  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 3 min

ree


Maddalena Celano (Assadakah News)


📰 La Voce delle Vittime e la Sfida all'Ordine Unilaterale: L'Iran all'OPCW

L'Aia, 25 novembre 2025 – La trentesima sessione della Conferenza degli Stati Parte della Convenzione sulle Armi Chimiche (CWC) è stata teatro di un intervento forte e chiaro da parte di H.E. Dr. Seyed Abbas Araghchi, Ministro degli Affari Esteri della Repubblica Islamica dell'Iran.


Il suo discorso non è stato solo un appello alla non proliferazione, ma una denuncia veemente contro le ipocrisie internazionali, il "militantismo unilaterale" e la duplice morale che minacciano la credibilità stessa dell'Organizzazione per la Proibizione delle Armi Chimiche (OPCW).


💔 Il Dolore di una Nazione e la Richiesta di Giustizia


Il Ministro Araghchi ha esordito ricordando la ferita mai rimarginata dell'Iran, l'unica nazione ad aver subito attacchi chimici su vasta scala in tempi recenti. I soldati e i civili iraniani, tra cui gli eroici cittadini di Sardasht, continuano a soffrire a decenni di distanza dall'aggressione del regime di Saddam.

> "Le nostre ferite sanguinano ancora dopo quattro decenni," ha dichiarato il Ministro, portando come testimonianza la presenza del rappresentante parlamentare di Sardasht, simbolo della lotta globale per la giustizia.


L'Iran ha ribadito con forza che i crimini atroci non conoscono prescrizione. La richiesta di verità e giustizia si rivolge non solo a Saddam, ma soprattutto a quei paesi, inclusa la Germania, le cui aziende e cittadini hanno fornito al regime iracheno i materiali e il know-how necessari per sviluppare il suo programma chimico militare. L'appello a un'indagine indipendente e trasparente da parte di questi paesi resta inevaso, minando la fiducia nella comunità internazionale.


🇺🇸🇮🇱 Contro la "Forza Bruta" e l'Impunità Regionale


Il cuore della critica iraniana si è concentrato sulla degenerazione delle relazioni internazionali, dominate da un "unilateralismo militante" mascherato da "ordine basato su regole."

Il Ministro ha accusato apertamente gli Stati Uniti di disprezzare il diritto internazionale e di tentare di imporre un "ordine internazionale basato sulla forza," un approccio che giustifica il ricorso alla potenza militare in nome di interessi illegittimi.

L'esito più brutale di questa politica, secondo Araghchi, è l'impunità di cui gode il regime israeliano. Le "guerre perpetue, le aggressioni, il genocidio e l'espansione coloniale" in corso in Palestina e nella regione sono il risultato diretto del sostegno americano. Il Ministro ha denunciato l'uso da parte di Israele di armi proibite, comprese le munizioni a grappolo, nelle aggressioni a Gaza e in Libano.


Un punto di grave preoccupazione è stato l'attacco armato illegale di Israele contro l'Iran nel giugno [2025], immediatamente seguito da un intervento militare diretto degli Stati Uniti. L'aggressione non ha colpito solo le strutture nucleari iraniane sotto salvaguardia, ma anche siti sotto il mandato di verifica dell'OPCW, innescando il rischio di rilascio di materiali chimici e radioattivi. Il riconoscimento formale del ruolo diretto del Presidente degli Stati Uniti in questa aggressione, citato dal Ministro, costituisce una prova inequivocabile della violazione dell'Articolo 2(4) della Carta delle Nazioni Unite.


🛑 Mancata Conformità e Sanzioni Disumane


A garanzia della credibilità dell'OPCW, Araghchi ha chiesto che l'Organizzazione mantenga la sua imparzialità e si distanzi dalle pressioni geopolitiche.


* Israele: Il regime israeliano, che non aderisce ad alcun trattato di disarmo, è stato definito l'unico ostacolo alla creazione di una zona libera da armi di distruzione di massa in Medio Oriente. L'Iran ha chiesto che l'OPCW dia priorità all'obbligo di Israele di aderire alla CWC e di sottoporsi a ispezioni complete.


* Stati Uniti: Il Ministro ha espresso gravi preoccupazioni per la non-conformità e i ritardi degli Stati Uniti nel rispetto degli obblighi, in particolare riguardo alla distruzione degli stock dichiarati e alla mancanza di trasparenza sulle attività chimiche, inclusa la presunta ricerca e sviluppo di armi non letali e sostanze psicoattive.


Infine, l'Iran ha lanciato un accorato appello contro le sanzioni unilaterali e illecite imposte dagli Stati Uniti e applicate dai Paesi europei. Nonostante la CWC richieda la facilitazione del trasferimento di materiali chimici per scopi pacifici, queste restrizioni ostacolano persino l'accesso delle vittime iraniane di armi chimiche a farmaci e attrezzature mediche essenziali.


In conclusione, l'intervento dell'Iran all'Aia è stato un monito: la CWC può sopravvivere come trattato di successo solo se le sue disposizioni vengono applicate senza eccezioni e senza doppi standard, garantendo che la politica non prevalga sulla missione tecnica dell'Organizzazione.

Commenti


bottom of page