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Migranti arabi a rischio repressione

  • 41 minuti fa
  • Tempo di lettura: 2 min

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📰 L’Ombra del Rischio: Migranti Arabi tra Solidarietà con la Palestina e Paura di Essere Espulsi dall'Italia


Di Maddalena Celano (Assadakah News)


Mentre le piazze italiane si riempiono a sostegno della causa palestinese, un segmento della popolazione paga un prezzo particolarmente alto per la propria solidarietà: i migranti, in particolare quelli provenienti dai Paesi arabi. Per loro, l'espressione di un'opinione politica o la partecipazione a una manifestazione pacifica non è solo un esercizio di libertà, ma un atto che può mettere in serio pericolo la loro stabilità, il loro futuro e la loro stessa permanenza in Italia.


🛑 Solidarietà come Rischio di Sicurezza


Il quadro emerso negli ultimi mesi è allarmante. Organizzazioni per i diritti umani, come Amnesty International Italia, denunciano una crescente tendenza delle autorità a equiparare la solidarietà politica con una potenziale minaccia all'ordine pubblico o, peggio, alla sicurezza nazionale.

Questo approccio si traduce in misure di sorveglianza e controlli amministrativi mirati, che colpiscono in modo sproporzionato coloro che sono già in una posizione di precarietà legale: i migranti con permesso di soggiorno temporaneo o in attesa di rinnovo.

Il meccanismo è subdolo: un post sui social media, un commento, o la mera presenza a una manifestazione pro-Palestina, possono innescare una catena di eventi che culminano con l'apertura di procedimenti amministrativi.

> "Per un cittadino italiano, la libertà di espressione è garantita. Per un migrante arabo, la stessa espressione può trasformarsi in un capo d'accusa che mette a repentaglio il permesso di soggiorno."


⚖️ La Precarietà Amministrativa come Arma

La vera minaccia non risiede solo nei fermi o nelle denunce, ma nell'impatto diretto sulla vita legale dei migranti.


* Mancato Rinnovo del Permesso: L'opposizione o il dissenso politico possono essere interpretati come fattori di rischio per l'ordine pubblico, fornendo alle autorità una base per negare il rinnovo del permesso di soggiorno.


* Decisioni di Espulsione:

Nei casi più gravi, l'attivismo o le posizioni espresse possono portare a decreti di espulsione, spezzando anni di vita integrata, legami familiari e percorsi lavorativi costruiti in Italia.

La conseguenza immediata è una diffusa autocensura. Molti membri delle comunità arabe e palestinesi si trovano costretti al silenzio. Non possono esprimere apertamente il loro dolore o la loro vicinanza politica, perché la loro stessa esistenza sul territorio italiano dipende dal non apparire "scomodi" o politicamente attivi.


🇮🇹 L'Erosione delle Libertà per Tutti


Quando la democrazia limita i diritti dei più vulnerabili, l'intera società ne risente. Le misure restrittive contro i migranti non sono episodi isolati; riflettono una preoccupante tendenza generale alla compressione dello spazio civico che, come denunciato anche dagli attivisti italiani, limita eventi e restringe il diritto di protesta pacifica.

Questo crea un doppio standard: i diritti garantiti dalla Costituzione Italiana (Art. 17 e Art. 21) sembrano applicarsi con criteri diversi a seconda dell'origine etnica o dello status legale della persona.

Difendere la libertà di espressione dei migranti arabi non è solo un atto di solidarietà verso di loro, ma una difesa fondamentale della salute democratica dell'Italia. Solo garantendo che la solidarietà, in quanto espressione di valori umani e politici, non sia trattata come una minaccia, il Paese potrà rivendicare pienamente il proprio impegno per i diritti umani universali.


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